DAY 10 (22 AGOSTO): Da Seahouses a Seahouses

Oggi da programma un’uscita alle isole Farne, un arcipelago comprensivo svariate piccole isole dal numero variabile (tra il quindici e il venti) a seconda del ciclo di marea.

Questo insieme, durante il periodo estivo, è popolato da più di 150000 uccelli marini, che ne fanno la colonia più importante del Regno Unito. Più di 20 specie diverse, tra cui urie, cormorani, rondini di mare, gabbiani tridattili, procellarie, edredoni, ma anche 50.000 di quei tenerissimi esseri che rispondono al nome di Puffins nidificano su questi territori.

Purtroppo due cose c’ impediscono l’escursione: la prima che è una brutta giornata di pioggia e la seconda, molto più drammatica, è che alle Farne non è possibile sbarcare in quanto colpite da una terribile influenza aviaria che sta letteramente sterminando la fauna.

Ancor’ oggi (Gennaio 24) sono chiuse ai turisti. I numeri sono spaventosi, solo nell’ estate 2022 più di 6000 carcasse sono state recuperate dai volontari ma si parla di numeri a ribasso in quanto moltissimi uccelli nidificano sulle scogliere a picco sul mare e i loro corpi cadono direttamente in acqua andando dispersi.

“Una catastrofe” ci dice sconsolata la proprietaria dell’ Olde Ship Inn. Non solo dal punto di vista naturalistico ma anche da quello economico.

Cosa facciamo? Intanto giornata slow dopo due giorni di ritmi serrati… Così proviamo a sentire Beatrice de “Nel cuore della Scozia” che nel giro di 10 minuti ci organizza la giornata:” Beh… vi trovate vicino alla Scozia, andate a visitare i Borders”

CARTER BAR:

I Borders sono le zone di confine che dividono l’ Inghilterra dalla Scozia. Uno dei valichi di frontiera più spettacolari è il Carter Bar, nelle Cheviot Hills: una catena di altopiani a cavallo del confine anglo-scozzese tra il Northumberland  e gli Scottish Borders.

Le Cheviot Hills sono principalmente associate all’attività geologica da circa 480 a 360 milioni di anni fa, quando i continenti di Avalonia e Laurentia si scontrarono, provocando un’estesa attività vulcanica (l’orogenesi caledoniana) che creò uno sperone granitico circondato da colate laviche.

Naturalmente, la classica giornata brittanica non ci ha fatto godere a pieno del meraviglioso paesaggio che ci circonda.

Al giorno d’oggi Carter Bar costituisce un punto popolare per i turisti intenti a scattare fotografie al confine tra Inghilterra e Scozia. 

Ci sono due pietre segnaletiche su entrambi i lati della strada per questo scopo. 

un luogo dove i romani non sono mai riusciti ad arrivare, e gli inglesi si fermano… Entriamo nelle terre di Scozia e di Flower of Scotland

JEDBURGH:

Percorrendo la ripida discesa dal Carter Bar, si giunge nel borgo reale di Jedburgh negli Scottish Borders.

Un pittoresco villaggio. Il suo nome deriva dal gaelico scozzese “Geddes”, che significa “luogo dei giunchi”.

Al centro della piazza principale si eregge la croce di mercato (market crosses)

ma cosa sono le croci di mercato che si trovano spesso nelle città del Regno Unito?

LE CROCI DI CITTA’ MERCATO:

Si tratta di monumenti che segnavano il luogo dove si svolgeva il mercato, spesso al centro della piazza principale.

Le croci di città mercato avevano anche una funzione sociale e politica, dove si annunciavano notizie, leggi e sentenze.

Croce di mercato a Conwy

Alcune sono molto antiche e risalgono al Medioevo, altre sono state costruite in epoche successive, durante il Rinascimento o il periodo vittoriano.

Croce di mercato a St Davids

Sono considerate dei simboli della storia e della cultura delle città in cui si trovano, nonchè attrazioni turistiche.

Jedburgh ha una lunga e turbolenta storia, teatro di battaglie e assedi tra i due regni rivali.

La principale attrazione è la sua splendida abbazia, fondata nel XII secolo da re Davide I di Scozia per i canonici francesi.

L’abbazia ha subito numerosi danni durante le guerre anglo-scozzesi e la Riforma protestante, ma le sue rovine sono ancora ben conservate e mostrano lo stile architettonico normanno e gotico.

I resti che si vedono oggi, accanto al fiume Jed Water, fanno immediatamente capire quanto deve essere stato enorme e grandioso il complesso: oltre alla cattedrale si notano infatti le fondamenta degli altri edifici quali alloggi, cucine, sale da pranzo che componevano il centro religioso.

Percorrendo la via principale si diramono i “close” , dei vicoli stretti e tortuosi, ricchi di fascino e storia, praticamente dei passaggi segerti.

Tipici delle città scozzesi medievali, servivano a collegare le diverse aree della città.

Alcuni dei close di Jedburgh sono molto antichi e risalgono al XIII secolo. Altri sono stati creati o modificati nei secoli successivi e offrono uno scorcio della vita passata della città.

In cima ad Hight Street si trova il castello, costruito nel 1823 come prigione nel luogo dove sorgeva una fortezza medievale.

L’edificio ospita l’unica prigione tuttora esistente in Scozia realizzata secondo la riforma delle carceri voluta dal filantropo John Howard.

Ora ospita un museo che illustra la storia della giustizia e della vita carceraria in Scozia.

Tra i suoi famosi detenuti, ci fu il poeta James Thomson, autore delle parole dell’inno britannico “God Save the Queen”. All’interno dell’edificio è ospitato il museo di Jedburgh, che traccia la storia e le tradizioni della località, oltre che la vita dei suoi cittadini più illustri.

Il castello di Jedburgh è una meta interessante per gli appassionati di storia, arte e architettura.

THE BORDERS: 

La giornata migliora e possiamo ammirare anche questa zona con le sue colline dolcemente ondulate e le valli tranquille, un luogo di affascinante bellezza naturale

Distesa come una coperta verde spiegazzata su una vasta fascia del sud-est della Scozia, terra di paesaggi collinari, fiumi limpidi e feste vivaci, un luogo dove prevalgono le tradizioni agricole, dove la storia risuona in ogni valle.

Nel corso dei secoli, la “regione dei confini “ è stata teatro di numerosi spargimenti di sangue. La sua vicinanza ai cugini del sud significa che probabilmente non c’è nessun posto in Scozia che sia stato testimone di più battaglie e sconvolgimenti.

Solo nel XIX secolo è arrivata una forma di pace e prosperità, grazie alla rapida crescita dell’industria tessile della regione. Molti mulini dell’epoca sono ancora in piedi oggi.

BAMBURGH:

Torniamo verso il mar del nord e ci fermiano a Bamburgh, un grazioso villaggio sulla costa del Northumberland.

La chiesa di Bamburgh è dedicata a San Aidano* (St Aidan’s Church), il santo che introdusse il cristianesimo nel territorio durante il VII secolo.. La chiesa originale fu costruita nel 635 d.C. da Aidano, conserva alcune reliquie storiche, come la tomba di Grace Darling, una eroina locale che salvò nove naufraghi in una tempesta nel 1838.

Belle le vetrate colorate, che raffigurano scene della vita di Aidano e di altri santi. La chiesa è un luogo di culto e di storia, che testimonia la fede e il coraggio delle persone che hanno vissuto in questa regione.

Bamburgh È famoso per il suo castello, che domina la spiaggia sabbiosa e le dune selvagge.

Il castello ha una lunga storia, essendo stato capitale del regno anglosassone di Northumbria e il luogo di nascita della leggenda di Lancillotto che proprio da qui partì per salvare Ginevra dal rogo e da morte certa.

Al nostro arrivo, il maniero è già chiuso ma poco importa… Ci concediamo una rilassante e riposante passeggiata per Bamburgh Beach. Una spiaggia lunghissima e meravigliosa, presa d’ assalto dai locali: coppie d’ anziani che portano a passeggiare il cane, bambini alla ricerca di conchiglie e giovani distesi ad “asciugarsi le ossa”.

Decidiamo, dopo lunghi studi, il posto da cui fotografare l’ alba l’ indomani: il prescelto è il faro di Bamburgh… ma questa è un’ altra storia… un altro giorno.

DAY 11 (23 AGOSTO): DA SEAHOUSES A GREENHAUGH

Oggi giorno di spostamento, vedremo l’ alba sul mar del nord per poi dirigerci verso la Scozia a St Abbs. Lasceremo la costa est e pernotteremo nel cuore del Northumberland National Park.

Spoiler: sarà il giorno più bello della vacanza!!!

L’ALBA DA BAMBURGH LIGHTHOUSE:

Eccoci qua, un altro tentavivo, un’ altra alba! Sarà memorabile? oppure era meglio restare sotto le coperte? Io sono della semplice idea che ne valga sempre la pena.

Su 10 albe, una di solito è indimenticabile, tre ne sarà valsa la pena ma le restanti sei era meglio restare sotto le coperte!

Beh… Questa è stata indimenticabile!!!

Arriviamo al faro di Bamburgh , un piccolo edificio bianco che si erge sulla scogliera di Black Rock Point.

Da lì, lo spettacolo incredibile: il sole si ergeva dal mare del Nord, tingendo di rosso, arancio e giallo il cielo e l’acqua..

La luce si rifletteva sulle onde, creando scintille e contrasti

Il panorama era mozzafiato: a sud, il maestoso castello di Bamburgh sembrava uscire da un racconto fantasy

a nord, le isole Farne, un arcipelago di rocce e sabbia che ospita migliaia di uccelli marini;

e ancora più in là, Holy Island, un luogo sacro e misterioso, collegato alla terraferma solo da una strada che si scopre con la bassa marea.

HOLY ISLAND:

Holy Island, l’isola che ti fa sentire in paradiso! L’ isola sacra e selvaggia dell’Inghilterra.

Un’isola magica, che si raggiunge solo quando il mare si ritira, lasciando scoperta una strada.

Vari segnali avvertono i turisti che deve essere percorsa seguendo l’alternarsi delle maree, ma ogni mese qualcuno rimane ancora intrappolato.

Due volte al giorno, quest’isoletta collegata alla costa del Northumberland da una sottile lingua di sabbia, viene separata dalla terraferma dalla forza del Mare del Nord. 

 Magnificamente arroccato su uno sperone roccioso, troppo perfetto per essere opera della natura, il Lindisfarne Castle risale alla metà del XVI secolo, ma fu rimaneggiato da Edwin Lutyens nei primi anni del Novecento per la famiglia Hudson.

La passeggiata di un quarto d’ora che parte dall’unico villaggio dell’isola e segue il litorale di una baia rocciosa

dove sono “ormeggiate”le barche dei pescatori (lungo la costa del Northumberland si pescano granchi e ostriche).

Dall’altra parte della baia s’intravede il profilo dominante e imponente del Bamburgh Castle.

Di fronte le isole Farne, abbagliate da una surreale luce dorata, regalano un tocco di ulteriore magia al paesaggio.

Sul retro del castello, il sentiero si snoda tra un mare d’erba nel pittoresco giardino protetto da un muro.

 La popolazione permanente dell’isola conta circa 50 anime, qui il tempo è scandito dalle maree, perfino gli orari dei negozi.

Qui Madre Natura si comporta nel modo più singolare e l’ essere umano non può che adattarsi sfidando i cicli delle maree in una quotidiana lotta che dura da millenni.

OLD COVE HARBOUR:

Il tempo stringe, meglio tornare in bed prima che la marea inizi a salire. Colazione, carico bagagli, un giretto per Seahouses e si riparte.

Si rientra in Scozia, questa volta attraverso l’ A 1, una strada statale divisa in varie frazioni, che collega Londra ad Edimburgo.

E’ ancora Beatrice de “Nel Cuore della Scozia” a suggerirci l’ itinerario!

Old Cove è un piccolo porticciolo raggiungibile solo a piedi da una scogliera.

Nel 1820 era un posto vivace con tantissime barche e pescato fresco ogni giorno.

Ma, sfortunatamente, una tragedia inaspettata ha colpito il villaggio. 

Nel 1881, al largo della costa orientale, si verificò uno delle peggiori sciagure ittiche della Scozia. Il disastro di Eyemouth avvenne dopo una violenta tempesta in mare e costò la vita a 189 uomini e 29 pescherecci. 

Cove ha subito la parte peggiore poiché perse 11 uomini su 21 e tre barche su quattro.

Molte famiglie rimasero senza mezzi e il porto subì un inevitabile declino. 

Una serie di statue sono state installate lungo la costa orientale dall’artista locale Jill Watson per commemorare le vedove sopravvissute e i loro figli rimasti orfani dei padri.

“Ci terremo i nostri bambini per il futuro dei nostri porti” dissero le madri alle autorità che volevano portare i bimbi nei centri di assistenza sociale.

È grazie a questa tenacia e determinazione delle donne che la baia di Eyemouth continua a essere una comunità fiorente e orgogliosa della sua eredità.

Oggi, Cove è ancora un piccolo porto attivo, vanta alcuni pescherecci e decine sono le nasse stipate in banchina per la pesca del granchio e dell’ aragosta

A chiudere la baia ci pensa una piccola spiaggia a forma di mezza luna incastonata tra il porto e la scogliera in arenaria rossa.

E’ una spiaggia segreta in qualche modo, per arrivarci bisogna attraversare delle grotte e dei cunicoli che erano utilizzati in passato per la conservazione del pesce e dai contrabbandieri per accastare la merce.

Incastonata come una gemma nelle dolci scogliere del mar del Nord, Il porto è di proprietà della Cove Harbour Conservation Ltd, responsabile del mantenimento e la conservazione.

All’ inizio del sentiero è posta una cassetta per la donazione libera ai visitatori.

ST. ABBS HEAD:

Il breve tratto di strada che separa Cove da St. Abbs è di una straordinaria bellezza: campi d’ orzo dorati che si tuffano in mare!!!

O terreni preparati da un contadino scrupoloso e perfezionista.

Lasciata la macchina al parcheggio del Nature Centre, dove fa capolino la chiesa parrocchiale di St Abbs, prendiamo un sentiero circolare che ci condurrà al St Abbs Lighthouse.

Dopo un breve tratto iniziale in salita, ci troviamo a camminare sul promontorio e il panorama è subito stupefacente.

Il villaggio di St Abbs appoggiato sulle rocce frastagliate della costa.

Lo scenario diventa aspro e selvaggio, quasi struggente

Il sentiero si snoda ai bordi delle falesie che penetrano nel mar del Nord e il mare blu si mescola con il cielo nuvoloso, creando un contrasto di colori e luci.

e poi giù, a picco, su piccole baie di ciottoli rossi

E poi di nuovo sù, fino a incontrare il faro di St Abbs.

Il faro, costruito nel 1862 dai fratelli Stevenson, è una torre che si erge maestosa sulla roccia, e mi ha fatto pensare alle tante storie di marinai e naufragi che ha visto nel corso degli anni.

Ci lasciamo alle spalle il complesso del faro mentre al largo delle coste si scatena l’ immancabile pioggia giornaliera. Anche oggi riusciamo prenderci la consueta lavata?

Dopo un altro piccolo svalicamento, davanti i nostri occhi si materializza il paesaggio più emozionante di tutta la vacanza!

La scogliera,verde e fiorita, ospita migliaia di pecore allo stato brado, che pascolano tranquille e curiose. Un’ istantanea da cartolina!

In armonia con la natura, respirando l’aria fresca e salmastra, ascoltando il rumore delle onde e il belato degli animali.

Probabilmente le pecore non si sentivano in armonia con noi… Così in ordinata fila indiana, hanno levato le ancore per spostarsi in un’ altra zona!!!

Comunque non era il caso di fare così le antipatiche… Due foto e ce ne andavamo!!!

Nell’ entroterra della riserva naturale si specchia il Mire Loch, un lago artificiale di acqua dolce che offre riparo a uccelli di diversi specie.

 Negli ultimi anni il National Trust (proprietario dell’ aerea) ha piantato quasi 1000 alberi attorno al lago nel tentativo di fornire una copertura extra agli uccelli migratori.

Ci fermiamo a Pettico Wick ad ammirare per l’ ultima volta la costa di questa stupenda isola. A ovest quella Atlantica e ad Est quella del mar del Nord.

DISTESA TRA L’ ATLANTICO E IL MAR DEL NORD:

Due coste, due mondi, due anime che si affacciano sul mare e raccontano storie diverse di natura e di civiltà.

La costa atlantica è un caleidoscopio di colori, forme e suoni che incanta lo sguardo e l’udito con le sue meraviglie.

Scogliere a picco sul mare che sfidano il tempo e le tempeste,

spiagge dorate che accolgono il sole (raramente) e le onde che le bagnano.

Baie incantate che nascondono tesori di flora e fauna varia

rigogliose isole selvagge che custodiscono segreti di storia e arte millenaria.

La costa del mar del Nord è un orizzonte di spazi, luci e venti che impressiona la mente e il cuore con le sue sfide.

Pianure sabbiose e fangose che si estendono a perdita d’occhio e maree che dettano il ritmo della vita degli uomini.

Giacimenti di petrolio e distese di pale eoliche che alimentano la vita e l’attività di città dinamiche e influenti.

Due coste, due mondi, due anime che si affacciano sul mare e regalano emozioni e impressioni
difficili da dimenticare.

Continua…

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